Reincarnati male
Lavoro maturo in cui la notevole base tecnica permette che la complessità della struttura strumentale risulti invece all’ascoltatore immediata e facilmente fruibile, evidenziando così un’ammirabile maestria. Il piglio è ferocemente ironico, disincantato e canzonatorio, Francesco Loro si svela interprete capace, abile nel mescolare perizia vocale e intensità espressiva. Tra le tracce migliori Luoghi Extracomuni, Mani In Pasta e L’Amore del Ciclope. DELIZIOSAMENTE ARRABBIATO.
SIlvia Zacchini, Rockerilla

Ciò che salta subito agli occhi (o meglio alle orecchie) è la raffinata e sottile abilità di questo sestetto bolognese di giocare con le parole, raccontando storie di un certo spessore in modo meno diretto di quanto normalmente vorrebbe la tradizione folk, celandole dietro a metafore e doppi sensi non per questo meno pregnanti.
Simona Fusetta, Rockshock

Canzoni che sono in grado di catturare per via di insoliti registri narrativi che sono figli di una musica d'autore,  in cui flauto e violino vivacizzano un clima già di per se sostanzialmente rustico. La frizzante voce di Francesco Loro (con tanto di chitarra) detta il tempo ed un impasto sonoro che porta  dritto ad un immaginario fatto di stradine e periferie in cerca di riscossa, ricorrendo ad una poesia diretta ma surreale, capace di deliziare l'udito come una sbiadita foto Polaroid  lo sarebbe oggi per gli occhi. Arrangiamenti semplici ed efficaci che mettono in luce dei musicisti preparati, in grado di far convivere anche brandelli di blues acustico con scampoli di swing-pop jazzato  abilmente assimilati a sonorità dal sapore tradizionale a cui, i rappresentanti di un certo revivalismo folcloristico italico hanno da sempre prestato molta attenzione. Dieci brani concepiti ed elaborati  per far sì che l'ascolto sia un momento  di distrazione ma anche di euforia, la stessa che fuoriuscirebbe in un improvvisato spettacolo di piazza che per Il Caffè dei Treni Persi resta a ragione l'ideale spazio di espressione.
Claudio Carpentieri, Tuttorock

Album curioso e fantasioso, quello de Il caffè dei treni persi, che mette in evidenza qualità musicali indiscutibili accanto a una scrittura brillante. Utilizzando quasi esclusivamente strumenti tradizionali, la band riesce a disegnare quadri molto colorati e a lasciare un’ottima impressione delle proprie abilità.
musictraks.com

I testi, equilibrati e mai banali, con aria scanzonata, affrontano temi di attualità e con un’ ironia sottile offrono una disamina, a volte amara, della società odierna e raccontano storie che accomunano un po’ tutti noi, con personaggi sempre in cerca di una sorta di rivalsa che sembra non arrivare mai, lasciando trasparire un senso di preoccupazione per il futuro che ci attende.
Nel complesso questo disco è davvero ben confezionato, è arrangiato in maniera semplice ma molto efficace, mettendo in risalto la voce graffiante e molto espressiva di Francesco Loro, suonato in maniera davvero eccellente ed è contraddistinto dall’inizio alla fine da una certa eleganza, quasi sorprendente per un prodotto che possiamo definire di nicchia.
Luca Cameli, Crunched

Un collasso del tutto indisturbato
Il Caffè dei Treni Persi, sestetto bolognese con all’attivo due EP e numerosi concerti, ha fatto il primo grande passo: il 21 Gennaio 2013 scorso è uscito il disco di debutto della band, “Un Collasso del tutto indisturbato”. Con semplicità e leggerezza si racconta la quotidianità, i piccoli grandi problemi dei tempi moderni (Adamo Blues, Nuovo Sole), l’amore in tutte le sue forme (La conta, Ninna nanna per Agnese). L’architettura strumentale, costruita sull’uso sapiente di flauto, violino, basso, chitarra, batteria, richiama la tradizione musicale cantautorale, prog degli anni settanta (Il Volo, Nevrosi), il tutto è impreziosito da un tocco pop e scanzonato. “Un collasso del tutto indisturbato” è l’opera di sei bravi artigiani, alla ricerca di se stessi, dei propri spazi e tempi. Nel viaggio non possono mancare gli amici, “Partigiano” vede la partecipazione di Cisco, ex Modena City Ramblers.  
Monica Mazzoli, Mobydick Kindergarten, Rai Radio2 

Un collasso del tutto indisturbato è un album pieno, ridanciano (vedi Il barbiere di Sicilia), quasi sovrabbondante, in cui la varietà dei registri musicali e stilistici (dalla bossanova della Conta all’accenno di tango, rimandi folk, soluzioni minimaliste in Nuvole, etc..) unita ad una cura maniacale, quasi chirurgica, degli arrangiamenti rimandano ad un approccio prog e impegnato alla musica. Il gusto colto di contaminare generi musicali disparati, cesellando il pezzo come un artefatto, trova qui una reinterpretazione/ soluzione in chiave giocosa e sorniona. 
Gianluca Mezzofiore, quattrocentoquattro.com

L’album racconta tante storie, dai valori ipocriti della società alle notti passate in città, fino a toccare l’amore, il precariato, i vecchi e nuovi migranti o l’ansia che ti stringe in una morsa soffocante. I caffè dei treni persi danno l’idea di un cantautore contornato da ottimi musicisti al suo servizio. 
Andrea Tinti, il Corriere della Sera

Sono come una giostra che non smette di girare, spiazzante perché in questo continuo movimento spezzetta il tempo con disparità, diversificando le cose anche se sempre in ballo allo stesso giro. 
Beppe Testa, bandblog.it

Ci sono passione e grandi capacità in questo sestetto, e soprattutto trovo in loro una qualità inusuale e preziosissima: mancanza di fretta. Pazienti e delicati, i Caffè dei treni persi offrono la loro bravura in pillole da assaggiare con altrettanta quiete. Solo così si può godere dei mai banali arrangiamenti, della cura dei testi di ogni canzone, della perfetta amalgama dei suoni.
Emanuele Gessi, losthighways.it

Bella formazione indipendente di Bologna, i Caffè dei treni persi opera dal 2007 nel segmento della musica cantautorale e folk unendo una solida preparazione musicale ad una divertita e divertente interpretazione del mondo circostante.
Vittorio Formenti, beatbopalula.it

Un blend oculatamente dosato per rendere una dimensione ideale d’ascolto inaspettatamente lussuosa; […] gli ingredienti si amalgamano e si rovesciano come in un racconto di Kafka, reale e surreale, grazie forse al contributo addensante della tanta poesia che vi scorre tra pause e belle idee.
Massimo Sannella, mescalina.it

Il messaggio di questi musicisti è quanto mai attuale nel contesto sociale che stiamo vivendo, positività e speranza che devono necessariamente filtrare attraverso il muro di una società lenta ed a volte ostile. Per fare in modo che le difficoltà della nostra vita rappresentino anche un momento per riflettere, liberamente ed appassionatamente, sulla bellezza delle cose vere.
Genziana Ricci, genzianatraifiori.it