Zaira 

Io ti ho cercata a Zaira, città che vive della sua misura.
Dista un sobbalzo di
Paura è la distanza tra la terra e il cielo,
diviso senza colpa in due metà da un palo
e appeso l’usurpatore a 
Un filo corre dal lampione alla ringhiera 
a impavesar la festa con una bandiera,
perché la regina oggi si
Sposa sai che dista un salto dal balcone
la mano forte del tuo uomo e il suo amore,
sudore che il sole all’alba asciuga.

Ma non ti ho vista a Zaira, 
né per la strada che vocia a festa,
né sulla pista dell’odore 
del traditore oltre la finestra.

Un gatto incede sopra la grondaia,
guarda la nave ferma nella baia,
da lontano la puzza del 
“Mare è amaro e il marinaro muore in mare”
dicevan sulla riva i vecchi pescatori
e intanto le reti a rammen-
Dar la vita per un sogno di vittoria:
così muoiono i ricchi come nella storia
dell’usurpatore appeso
col filo ad un lampione presso la ringhiera,
figlio adulterino sulla cannoniera
della regina che si sposava a sera.

Ma non ti ho vista a Zaira, 
né per la strada che vocia a festa,
né sulla pista dell’odore 
del traditore oltre la finestra.

Poi ho capito che a Zaira
dista da me soltanto un cuscino
il tuo perdono, un bacio alle mie scuse,
scivolerà sotto un lenzuolo di lino. 

Nuvole

Una puttana che si accomoda i capelli in riccioli
il cielo sembra avere ancora voglia dei miei spiccioli.
Ma io al sole a pagamento preferisco i cumoli,
finestre abbandonate al vento ed un gatto che miagoli.
Uno starnuto di serenità sui tetti umidi,
prima che sentano d’avere sete i campi aridi,
prima che il giorno stacchi i sogni dai cuscini tiepidi
e torni a ticchettare la pioggia sopra passi rapidi.

Nuvole senza fretta, ne mangerei una fetta.
Prima che mi accontenti, morderle con i denti.
Nuvole senza fretta, te ne darei una fetta.
Prima che ti addormenti, mordile con i denti.

Al sole un vecchio immobile, una meridiana, srotola
il tempo che gli ruota attorno sopra i sassi e brontola.
La vita che impara a durare lentamente sgretola
nel fiato di chi impreca al cielo voglia di una nuvola

E anche oggi ha fatto sera sui tuoi occhi lucidi,
su labbra strette ai denti come l’acqua ai campi aridi.
Prima che il sonno attacchi i sogni ai cuscini tiepidi
e torni a cancellare la pioggia i nostri passi rapidi.

Nuvole senza fretta, ne mangerei una fetta.
Prima che mi accontenti, morderle con i denti.
Nuvole senza fretta, te ne darei una fetta.
Prima che ti addormenti, mordile con i denti.

Sestola

Scende la sera
Sulle mie montagne.
Splendide e sole,
sole che si spegne.
E ancora aspetterò
E ancora aspetterò.

Scende la sera
Sopra ai miei veleni.
Ch’è solo fumo 
Che ingrossa nei camini.
E ancora aspetterò
E ancora aspetterò.

Scende la sera 
Su viottoli e botteghe.
Porta le storie di nani, mele e streghe.
E io le ascolterò
E io le ascolterò.

Scioglie la neve, 
Sugli ultimi gradini,
il passo pesante 
dei vecchi contadini.
E io l’ascolterò
E io l’ascolterò.

Senti le voci
Dei cori di mondine.
Senti il profumo
Di pesto e crescentine.
Con me li porterò
Con me li porterò.

Vedi le croci
Lontano dalla chiesa,
arrossan di sangue
d’Italia la bandiera.
Con me li porterò      
nel cuore
Con me li porterò.